Una mamma con un bimbo di tre anni occhialuto e paffuto si affaccia alla vetrina, io sono lì dietro per sbaglio a sistemare della biscotteria, invece che dietro le quinte in laboratorio. Quella mamma timidamente osserva la mia divisa, anche un po' sporca e consumata dal lavoro, e approfitta per chiedermi a chi si può rivolgere per le torte di ordinazione. Sorrido, ed esco da dietro il bancone. Quel bimbo paffuto tiene la mano alla sua mamma e mi guarda. Con lei decido gusti, dettagli, precisazioni. Giacomo mi fissa. E dopo qualche minuto si fa coraggio e dal basso mi tira il grembiule.
"Signora, a me mi piacciono gli insetti. Fammi una torta con gli insetti."
La mamma ride. "Lascia stare Giacomo, buono su!"
Io annuisco e mi chino sulle ginocchia, "ti piacciono gli insetti? e che insetti ci mettiamo?"
"Tutti! Tutti! I ragni le mosche le formiche!!!"
si annebbia, poi si fa serio "...però le farfalle no, che sono da femmina."
"Ok. Giusto. E le coccinelle, ti piacciono le coccinelle?"
guarda la mamma, poi me. E' dubbioso.
"Mh. A te signora ti piacciono le coccinelle?"
"Si che mi piacciono le coccinelle! Guarda, ne ho proprio qui una che porto sempre con me.Vedi?" Gli mosto il tatuaggio dietro l'orecchio.
"Guarda mamma guarda mamma!! Ma è un disegno?" lo tocca per accertarsi che non sia viva. "Allora si mi piacciono anche a me le coccinelle."
Ecco. Straordinari per disegnare insetti di cioccolato da animare sulla torta, paesaggi di sottobosco, funghetti di meringhe, eserciti di formiche e panciuti ragni di cioccolato, fragolcoccinelle e biscottini per lombrichi.
E' quando la mamma al momento di ritirare la torta si commuove, mi fa chiamare e mi abbraccia nonostante la farina e il cioccolato che ho sparsi addosso sulla giacca, che capisco di aver compiuto la mia missione.
E poi ancora mi chiedono chi me lo ha fatto fare, di essermi alzata per anni alle 3 e di lavorare festivi e week end, di essermi adattata a gavette nonnismi e gerarchie, di fare un lavoro fisicamente impegnativo quando potrei preferire una scrivania, e di continuare a non sentirmi mai all'altezza, perchè c'è troppo da imparare e ce ne sarà sempre. Il risultato del mio lavoro prende il suo senso nel viso delle persone. Pura e limpida soddisfazione. L'emozione e l'onore di poter rendere ancora più speciale un momento già speciale. Ecco cos'è.
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