La notte era senza lampioni e profumava di Gin gallego e anice stellato.

Sono giorni che voglio dirlo,
giorni che cerco il modo più delicato
per ammettere una delle mie ultime verità.
Però non esiste un modo delicato
per dire che ho chiuso al mondo il mio cuore.

Volevo dire che a me serve con chi ingarbugliare i pensieri
prima delle lingue.
Che cerco la lotta, l'incastro, la penetrazione mentale.
Che la cerco prima di quella dei sessi.
Voglio qualcuno con cui giocare con le parole
e non (solo) con i sentimenti.
Che mi lasci la bocca asciutta con lo stupore,
prima di riempirmela con la sua saliva e il suo seme.
Voglio lo stimolo che nasce in una provocazione verbale
prima che nella provocazione dentro uno sguardo.
Voglio riempirmi di domande è curiosità,
prima di lasciargli riempire le mie fessure
Voglio fare l'amore con la parole
ingarbugliare le viscere delle mie paure con le sue
voglio complicità
voglio orgasmi mentali.

Voglio il bicchiere di vino stesi vicini
la faccia al soffitto
su di un grande tappeto
mentre un vecchio disco masturba i nostri sensi
e ci facciamo mandare in estasi dalla stessa frequenza
senza nemmeno levarci i vestiti.

Voglio sudare infantilità
per vedere chi arriva prima a quell'albero,
prima di far l'amore già fradici
contro il suo tronco.

Voglio strapparmeli da sola i capelli,
permettendogli di vincere ogni singola volta in cui ho torto
prima che sia lui a farlo
mentre mi respira sulla schiena.

Voglio godere dell'asfissia della sua mancanza
prima di lasciargli stringere il mio collo fra le sue mani calde.
Mi serve che capisca
quando dico che un libro mi ha cambiato la vita, o che quel pezzo di sonata per pianoforte mi fa piangere senza che io possa fermarmi e che un quadro di Van Gogh mi spedisce in un'altra fluida dimensione.

Scusate.
Mi si è chiuso il cuore.
Non è che ho visto troppi film.
E' che forse ho visto troppo mondo.

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