5° vizio capitale, gola. La tua.

Pesce
Pescherecci di pesche.
Frutta matura
Dolce acida sapidità di salive
Saldedine di stagno
Viscosità d'argilla.

Mordimi.

Hai le labbra che sono un cuscinetto di gatto,
il tuo passo lento
il tuo bacio argento.

Inspirami da vicino,
respirami addosso,
spirami dentro.
Sotto sopra la pelle.

Lasciami morire di dolore
quando il mio sguardo inciampa sui tuoi baffi
e cade dentro quella tua fessura di bocca.
Sottile segmento di luce e alito sul pavimento
e farmi piccola piccola
e insinuarmi, e strisciare, entrare
tra la porta e il tappeto,
tra il mondo di fuori
e tutto il tuo mondo dentro.
Scivolando sulla tua lingua ruvida,
sfiorando, solleticando il palato avido,
giù, dentro la tua gola umida e poderosa
calda, buia, misteriosa.

Di lì passano i tuoi pensieri
diventano sbuffi, baci, parole.
Di lì tempo fa hai imparato il mio odore.
E dentro il mio odore hai imparato il tuo.

La tua gola
come pesce fresco sa di fondale di mare,
nel suo succo sa di sentiero campestre di frutteti
la via che porta dalla passione all'amore,
che sotto la clavicola unisce la lingua al cuore.



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