Il tucano.

Sarò schietta.
Sono tornata ad una quotidianità per cui nutro affetto, ma non ho le farfalle nello stomaco. E io senza farfalle nello stomaco mi pare di non respirare. Sarà una questione di diaframma, di postura, tutta una questione psicologica magari, o di cattiva digestione, carenza di vitamine, quel che è. Mi annoio.
Io non sono fatta per semplicemente tirare avanti, rotolare nelle giornate, subire il passare del tempo. Io ho bisogno di stimoli, obiettivi, mete. Altrimenti cado vittima della pigrizia e dell'apatia, mi spengo come una candelina al primo soffio di vento e poi mi autocommisero per essere una fallita senza la forza di reagire.

Prima di partire poi credevo di non essere più capace di innamorarmi. Che brutta roba. E mi sono sorpresa invece di quanto amore ho ancora da dare. Amore che fluttua in silenzi condivisi con viaggiatori stranieri, amore da esprimere in gratitudine al calore umano, e in stupore dalla cima dei Picos d'Europa e dalle falesie sull'Atlantico, e in lacrime di meraviglia davanti a piccoli coraggiosi cuccioli di gabbiani sugli scogli. Le persone e le cose a cui ho permesso di vedermi e toccarmi dentro mi hanno insegnato senza volerlo grandi cose su me stessa. Ora so che non sono capace di ammettere a me stessa quanto sto cercando amore, disperatamente. So che ero e sono ancora chiusa in preconcetti, anch'io inscatolata in progetti socialmente preconfezionati. So che tendevo a romanzare in letteratura la mia quotidianità, manco fosse un film con milioni di spettatori. So che il mio entusiasmo genera tenerezza in chi mi guarda pensare, progettare e infine agire (e il sottile confine tra pena e tenerezza è appunto così sottile che io non lo vedo e mi ci offendo, ma m'hanno garantito che esiste, e quindi mi fido e m'offendo un po' di meno.)

Ho imparato a viaggiare da sola, pro e contro, coraggio e debolezza, solitudine e indipendenza, prudenza, responsabilità, libertà. E ho tirato fuori la mia natura da sempre zingara, prima timida, ora esuberante. Ho imparato come si fa.
E nel Camino de la Vida, come direbbe Padre Ernesto, il mio viaggio da sola continua. Senza compagni, la mia idea ha una precisa direzione, ed è l'unica a cui volgo lo sguardo, indossando il più grande dei paraorecchie. Trovo muri nell'ascolto, figuriamoci nella comprensione. Che prima o poi dovrò pur pensare a sistemarmi, e la stabilità, che a 27anni ho già la mia età, e da cosa fuggi, e cos'è non ti va bene questa realtà? E poi da sola? Ma che coraggio.

...ma che coraggio e coraggio? Il coraggio ce l'avrei a zittire la mia curiosità. Quanto c'è da vedere che manco me lo immagino, non riesco a stare ferma, scalpito su questa poltrona, ma manco se mi ci lego. C'è un mondo là fuori, signori. Signori!

Ieri in un centro per la ricerca di alcune specie a rischio, un tucano si è appollaiato su di un mio braccio, voleva certo i croccantini che tenevo in mano per lui, ma mi guardava con quella testa storta e me lo diceva, che lui viene da un paese lontano che profuma di caffè, che si anima di coloratissimi e chiassosi mercati, in cui ancora scricchiola l'eco dei maya, che pullula di vulcani ancora attivi, che è una terra calda e che scalda anche l'esperienza.
Me lo diceva, di non scegliere la cattività, io che ne ho la possibilità.



Costruisco quel che mi gira per la testa piano piano, in questi giorni di intense ricerche, intervallati da qualche biscotto che vola in forno, qualche passeggiata in deserte spiagge invernali, qualche coccola al micio. Giusto per prendere aria. Cambio idea ogni mezzora, destinazione, progetto, associazione, ho una mappa del mondo sulla scrivania che dire vergognosamente scarabocchiata è poco, skyscanner mi bandirà a breve per eccessiva consultazione senza prenotazione.
Bene. Modalità stimolante ansia ON, però la sera ancora riesco a dormire. Livelli entro la media, non mi preoccupo, tutto bene, anzi fin troppo bene, stop.

Questo viaggio è stato potente.
Io non riesco proprio a opporre resistenza.
Quindi ho deciso. C'ho 4 mesi liberi, che sto a fare qui? Che qui ho smesso di essere sanamente spaventata. E senza sfida, e senza terrore, e senza pepe al culo, mi si spegne quel sorriso che c'ho sempre stampato in faccia.

Zaino in spalla. Olè.


Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...