Mai stata così viva, e mai stata così persa.
Sono ricca, piena stracolma traboccante di mancanze.
Sono forte, coraggiosa, e delirante.
Sono alleggerita, spoglia, libera.
Fresca, di fanciullezza ritrovata.E sento calore nei ricordi.
E sento fremito nella mia natura.
Piccoli crepitii portano all'udito la buona nuova.
Messo ad essiccare in una soffitta,
ce l'ho da sempre lì
un mazzetto di paglia bagnata.
In questi anni stava cheto, ma non s'è mai asciugato.
Ora dando retta agli spifferi
ho deciso di aprire piano le finestre
ma un prepotente vento caldo e secco mi ha scaraventata culo a terra,
e ha spalancato i vetri, sbattuto le porte, soffiato nei corridoi, sibilato nelle stanze.
E ha asciugato la mia paglia umida.
E il sole senza più barriere ha scaldato gli specchi
e gli specchi hanno riflesso la luce
e la luce sapeva dove andare
e la paglia ha iniziato a crepitare,
e fumare, e illuminarsi, e bruciare.
E io sono confusa, agitata, come impazzita.
Perchè brucia.
Brucia che fa male,
Mi sono messa al rogo.
Ma per passare a miglior vita,
non c'è via diversa dalla morte.
La paglia è la mia natura
prima dormiente, poi evidente, ora in fiamme.
Ora fuoco, vita, colore
mentre la vecchia forma muore.
Ormai non la si mette a tacere.
E non serviranno secchiate,
finchè il vento spira violento,
io pure lo alimento.
io pure lo alimento.
La vecchia Irene continua a spirare,
e la nuova inizia a respirare.
J'ai envie de toi.
rien mais d'une autre fois,
une fois encore.
rien mais d'une autre fois,
une fois encore.
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