Sono una rondine di primavera,
sorvolo oceani e meridiani
per raggiungere i primi tepori
delle nuove stagioni.
Sono una rondine che libra libera l'aria. Mi sposto tra gli emisferi
boreale, australe, boreale, australe,
boreale.
Non seguo un amore, non sarò madre, nè pianterò fondamenta, non troverò pace nella mia stessa natura. Il mio istinto è solo uno, quello migratorio. Non duro che pochi mesi dentro il mio nido aggrappato nell'angolo d'ombra del sottotetto.
Al primo rossore sulle gote di una foglia,
al primo vociare di bimbi al cancello di scuola,
quando gli ombrelloni delle spiagge si chiudono
e gli ultimi vacanzieri rientrano,
quando i gatti infoltiscono il pelo
e gli orti si seccano,
i gelati già non si vendono,
il cielo ingrigisce,
impigrisce,
e le albe fondono nuovamente il loro rosa dentro quella nebbia densa che annuncia:
inverno.
Io rondine, amo e godo di queste e altre immagini della nostalgia.
Mi piace guardarle scorrere dentro una stagione che finisce, con l'abbandono alla dolcezza del sapere.
Sapere che non so nulla
che non ho consigli da dare
che l'unica cosa che so fare bene è improvvisare
arrangiarmi,
imparare.
Sapere che sto per muovermi
andare
aprire le ali
e fondermi dentro un lungo abbraccio.
Con l'aria, il cielo, il mondo che mentre volo mi gira sotto la pancia. Il mondo.
Sono una rondine
Mi piace volare,
cambiare,
e far scorrere paesaggi sotto le mie ali di libertà.

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