Modalità nomade ON

A guardarli indietro, questi ultimi 6 mesi che sembravano interminabili alla fine sono volati. Un'altra stagione è andata, è di nuovo libertà e la mia scrivania è già in questo stato qua.


Non so se ci sono nata, così. Non so se ci si nasca, con questo spirito un po' zingaro. Non so se la scegliamo l'irrequietudine che ci stanca della routine, che ci logora nell'abitudine, che ci rende agli occhi le sicurezze a lungo termine tanto stantie. Non so se dipenda da come veniamo cresciuti, se sia insita nel nostro sangue dal concepimento o se si formi con il tempo e si plasmi attraverso le esperienze che ci segnano.
C'è un misterioso fascino nella scoperta, che morbosamente lego al gesto di fare lo zaino. Ciò che mi spinge, anzi, mi strattona per le braccia, è il bisogno di stupore, di quell'effetto boom, di imparare costantemente. Ho tolto il silenziatore alla mia innata curiosità, ho scelto di dargli voce, ho scelto di esagerare, portando forse all'estremo la ricerca di nuove emozioni ed esperienze ma perlomeno azzerando la voce del rimpianto.

Forse tutto ha avuto inizio quando presa per mano da un grande amore e desiderosa di vita dopo un periodo un po' così, ho mollato un lavoro che mi stava stretto e ho passato un'estate a girare la Francia con una tenda, un fornelletto a gas e 4 soldi. La vacanza in ospedale prima, e il viaggio in Francia poi, 6 anni fa mi hanno dato la carica per stravolgere un po' contro tutti la mia vita e trasformarla in un comodo giaciglio a misura mia e della mia felicità. Da quella volta ho imparato che il viaggio arricchisce, stimola, ispira. Da quella volta non mi interessa più quale dovrebbe essere la prassi o quali sono le aspettative della società. Da quella volta io sono quella libera. Un po' spregiudicata magari, ma che se dica, è tutto di guadagnato anche lì. Quella lbera dai costumi, dal prestabilito, dal "come si dovrebbe fare". Sono quella libera dal pudore, ma anche dalla negatività. Sono quella libera da pregiudizi e reputazione. Sono quella libera dai rimpianti del passato e dalle paranoie del futuro. Sono quella che pensa che esista solo il momento presente e l'unica scelta da fare sia se viverlo a pieno o meno. Non sono ancora libera dal peso del distacco, e non ancora del tutto insensibile ai ciao che invece sono addio, ma questi sono prezzi che chi ama e vive luoghi e persone sparsi per il mondo deve imparare a gestire.

Libera da tre giorni e l'agenzia viaggi Speretta è già in piena attività. Le piantine piene di x, le ricerche, i libri sulla storia, mille siti internet, appunti e cifre e budget ovviamente già sforati, e l'ansia che si mescola all'adrenalina nel sapere che tanto tutto questo non servirà a nulla, che anche volendo abbozzare un programma niente andrà come previsto. Nel viaggiare tutto ciò che di pratico c'è da sapere ci è svelato nel momento esatto in cui lo affrontiamo, quindi tanto vale rilassarsi. Mi si mescolano dentro ansia e adrenalina, che si mescoleranno poi a polvere e stanchezza, probabilmente a docce senza acqua calda, notti scomode e riso scondito per cena. Eppure, che ne varrà la pena lo so già. Come ogni volta.

E come ogni volta me la farò sotto fino all'ultimo, non dormirò le notti e mi farò prendere dal panico pre partenza, mi dirò che da sola non ce la posso fare, mi maledirò e mi chiederò chi me l'ha fatto fare. E come ogni volta, una volta là me la caverò. Alla grande.
4 stati e 8000 km in linea d'aria. Un biglietto per Lima e uno di ritorno da Buenos Aires, una piantina tutta scarabocchiata, un pessimo spagnolo, i soliti scarponcini consumati e tre mesi da riempire improvvisando giorno per giorno. Anche quest'anno, Signori, io sverno al Sud...Sud America.



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