Cape Town, day 1-4, Stellenbosch, Kirstenbosch Gardens, Camps Bay, Neighbourgoods Markets

L'arrivo a Cape Town è segnato da un contrattempo che sul momento mi fa sbiancare. Una volta in ostello realizzo di aver dimenticato una cartella con importanti documenti, compreso il passaporto, nel precedente ostello ovvero a 10 ore di autobus da dove mi trovo. Benissimo, non è vero viaggio se non ci sono gli imprevisti, giusto. Fortunatamente dopo due giorni di non poche telefonate e periperizie, riesco a trovare un passaggio per la mia cartellina magica, la società di autobus a cui mi sono affidata per gli spostamenti avrà a bordo nel fine settimana una ragazza che effettua la mia stessa tratta, e tramite il mio precedente ostello le verrà chiesto di trasportare il "prezioso pacco" per mio conto. Solo una volta arrivata a destinazione, scopro che la prescelta è Stav, una pazza incontrata a Jeffreys Bay con cui era stata da subito amicizia viscerale. Piccolo il mondo e buffe le coincidenze, un gran sospiro di sollievo e soprattutto una compagna di viaggio ritrovata. Yep!

Il giorno dopo raggiungo presto Miloe e Laura, le due ragazze olandesi che avevo lasciato dopo J.B., per un tour vitivinicolo a Stellenbosh. Stellenbosh è la capitale del distretto Cape Winelands, 20 minuti fuori da Capetown, famoso nel mondo per la sua eccellente produzione vinicola. Il programma prevede la visita di 5 cantine e altrettante degustazioni in compagnia di un simpatico ragazzotto abituato a scarrozzare in giro minivan di ubriachi. La prima degustazione avviene a ore 10, l'ultima a ore 16.30, il totale di vini degustati è numero 30, la percentuale di ubriachi alla prima cantina è del 30%. Splendide degustazioni di champagne, vini rossi abbinati a formaggi e cioccolate, vini liquorosi e rose', barricati in legni francesi e americani, brandy e specialità locali. Il tour e' interessante, esaustivo e molto ben organizzato, impariamo le tecniche di degustazione, le distinzioni fra le varie filosofie di produzione, visitiamo ciondolando filari di vigne e zone di lavorazione, assaggiamo anche i mosti e alla fine del pomeriggio siamo tutti ubriachi e soddisfatti. Ottimo!





La sera riincontriamo Gerwin e un'altra coppia olandese conosciuta sul Drakensberg, si aggiungono al gruppo inglesi e svedesi conosciuti nei vari dormitori e formiamo una bella tavolata al messicano. Comunque a letto presto che tutto sto vino mi ha leggermente provata.

Il giorno dopo mi concedo un'uscita in solitaria per la città, la mattina visito i giardini Kirstenbosch, un enorme giardino botanico ai piedi della Table Mountain che mi lascia estasiata per i suoi colori e le sue armonie. Alberi che sembrano giganti mani aperte verso il cielo e fiori che fingono d'essere fantasiosi uccelli.









Nel pomeriggio tento un bagno di sole nella ventosissima Camps Bay, l'unica cosa che ottengo è un bagno di sabbia bianchissima e nemmeno troppo fina. Leviga la pelle, dicono. Ottimo!




Spendiamo la serata al Mama Africa, ristorantino dove si possono assaggiare carni di struzzo, coccodrillo, kudu e antilope. Ampia scelta di prelibatezze e selvaggitudini. Suona una contagiosa band dal vivo, la musica è energia pura e l'atmosfera è africanamente perfetta. Che calda accoglienza mi riservi, Cape Town. Giriamo qualche club, balliamo ore e sudiamo r&b. Di nuovo buonanotte, Africa.

Dopo una giornata di pioggia passata per musei e planetarium, saluto Gerwin con un caffè nel pomeriggio prima del suo volo di rientro per l'Olanda. Mi mancherà il ragazzo. Raggiungo le Miloe e Laura per una pizza in Long Street, il cuore della nightlife cittadina che offre uno dopo l'altro centinaia di ristorantini, negozietti bohemienne, club e pub per ogni gusto musicale. Zompettiamo tra un locale e l'altro per tutta la sera, al gruppo si aggiungono Chris e Mike, Inghilterra e Arabia S., i due sono esilaranti e la pancia mi fa male dalle risate. O sara' colpa della pizza con pollo, olive, feta, pomodorini secchi, provola e non mi ricordo cos'altro? Mh.


Il quarto giorno ci avviamo per un brunch al Neighbourgoods Market, il mercato gastronomico che si tiene ogni sabato al The Old Biscuit Mill, un complesso di vecchi capannoni in zona porto, e ospita chef, cuochi di strada, agricoltori biologici e chiunque abbia qualcosa di buono da vendere e far assaggiare. Mille etnie e profumi si mescolano in un connubio che ipnotizza vista e olfatto. I colori anticipano i sapori e noi ci concediamo un brunch a sandwich di bacon, crepes alla cannella e succo di roiboos, arancia menta e limone. Estasiata.



Dopo pranzo un delizioso gruppo suona nella piazzetta e noi quattro, si e' aggiunta anche Rachelle, Alaska, improvvisiamo uno spettacolino danzante. Diamo un po' di spettacolo e il gruppo apprezza. Nel pomeriggio approfittiamo del sole a Camps Bay e a noi si aggiunge Chris. E' San Valentino e ci concediamo una cena tutti insieme al ristorante italiano sul lungo mare. La sera prendiamo un taxi alla volta dell'Era, un club di musica elettronica che ci piace molto molto moltissimo. Party people!



Questa city life inizia a piacermi e Cape Town si rivela come da previsioni la più europea delle città SudAfricane. Nella perfetta convivenza di mare e montagna, brullo, verde e cittadino, di 11 lingue ufficiali, di sapori colori e profumi provenienti da ogni angolo del pianeta, di europeicità e di puro spirito africano, questa si rivela una città dalle mille magiche sfumature. La mia curiosità frena di fronte ad una chiaro limite di sicurezza, cerco di non muovermi mai da sola o sempre e comunque a mezzo taxi. La città offre più sorveglianza ma anche piu' rischi, e certo qui il mio occhio deve esagerare nelle attenzioni. Sono comunque praticamente sempre in buona compagnia e questo ammortizza le preoccupazioni e mi permette di godermi questa città dai panorami spettacolari e dalle atmosfere calde e libertine senza alcun rimpianto del cosa avrei voluto ma non ho potuto fare.




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