Day 1, Johannesburg

21 h per aeroporti. A parte il mio vicino di posto che nella notte starnutiva a tradimento terrorizzandomi a morte ogni volta e il fatto che nel l'esatto momento in cui attraversavano l'equatore io ero a far pipì...il volo è stato lungo lunghissimo ma tranquillo e senza grossi highlights.

All'aeroporto chiamo l'ostello per il transfer e da subito per le strade si notano due cose. È un Paese che si rivela subito poco sicuro, i miei occhi dovranno stare più attenti di quanto già avevo immaginato, ma la cosa per ora è gestibile.
Tra vie verdi e capannoni fatiscenti si alternano villoni lussuosi con recinzioni e fili spinati alti quanto palazzi a tre piani. Una delle più evidenti contraddizioni di questo Paese.




L'ostello ha delle splendide zone comuni e una storia affascinante. Passo il pomeriggio nel patio che dà sulla valle di Johannesburg con 4 americani e un danese. Uno di loro è da tre mesi in Sud Africa, il danese poi è in giro per il mondo da 15 anni. Farò tesoro di tutti i loro racconti. Birre e risate, ceniamo stesi sui divani con un piattone a base di pot, una sorta di polenta, accompagnato da salsiccia e una salsina speziata con curry e cannella. Spettacolo. Fa presto buio e la valle sotto di noi si accende delle luci della città. A letto presto, ho qualche ora di sonno arretrato e le energie non riescono ad assecondare l'entusiasmo. Domani impegnativo day tour della città e Soweto. Good night!


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