Day 8-9 Drakensberg e Lesotho

Una giornata spesa per lo spostamento, prendo il bus da Jo'burg la mattina presto e arrivo sul Drakensberg per l'ora di pranzo. Sono impressionata. Affascinata dall'esplosione di paesaggi inco0ntaminati e selvaggi, eppure così eleganti e puliti. Appena fuori dalla città morbidi pendii lasciano lentamente spazio a blocchi di roccia che spuntano isolati dalla terra e si infittiscono mano a mano che entriamo nella catena montuosa. L'ostello che mi ospita è incantevole, dormo in un ex silos, convertito in dormitorio, le zone comuni sono calde, decorate con colorati mosaici, fondi di bottiglia, vetri caleidoscopici, la musica risuona in ogni ambiente e un'enorme prato si affaccia sul lago. All'orizzonte nulla che si avvicini a della civiltà, vedo solo nuvole e raggi di sole muoversi intorno alle montagne in un'ipnotica danza. Questo è un angolo ancora intatto di mondo, indisturbato, silenzioso, mistico. Mi sento onorata, Mama Africa.

Incontro un ragazzo italiano, un viaggiatore, una rara eccezione ed una felice sorpresa. Piacevole serata a cidro e chiacchiere a bordo piscina. Siamo italiani, svizzeri, finlandesi, inglesi, spagnoli, olandesi, neozelandesi e francesi. Si crea subito un bel gruppo anche qui.

Il giorno dopo partiamo presto per il Lesotho. Interamente cincordato dal Sud Africa, questo piccolo Stato mantiene da sempre la sua fiera indipendenza, le sue genti sono incredibilmente ospitali e vantano una cultura incontaminata da secoli. Scordatevi l'asfalto, l'energia elettrica o l'acqua corrente, e con questi anche il grigio del cemento, i pali della luce, le antenne e i cavi dell'alta tensione. Che pace, che meraviglia. Questo è definito come il secondo Paese più povero del mondo, ma l'impressione che si ha appena si passa il confine (a 2600mt slm, spettacolare) è tutt'altra. Sballottiamo dentro il bus per una buona ora, per percorrere pochi km e raggiungere il villaggio che ci ospiterà per l'intera giornata.
Il bus ci lascia di fronte ad una scuola e veniamo subito travolti da un flotta di bimbi felicissimi. Mi lascio contagiare dall'allegria, gioco con loro e mi sento sopraffatta da tanta gioia e semplicità. Ci sono così tante buone vibrazioni fra queste quattro spoglie mura che non posso che sentirmi onorata di essere ospite di un popolo emozionalmente ricchissimo.



Saliamo a piedi lungo il versante delle loro montagne, passeggiando fra le isolate rondavel, le tipiche abitazioni circolari dei Basotho. Una credenza popolare vuole che gli spiriti negativi si nascondano negli angoli, e che quindi se il perimetro è circolare gli spiriti non abbiano dove nascondersi e non possano abitare le loro case. Visitiamo delle insenature e grotte fra le rocce e i paesaggi che ci si prospettano davanti sono di enorme bellezza. Facciamo visita ad un Sangoma, Tati Gabriel. Ė il guaritore del villaggio e nonostante il nostro primo scetticismo si rivela essere un uomo dolcissimo e di grande cultura e sapienza. Cura i suoi "pazienti" con erbe e visioni animiste, e nonostante a noi tutto questo sembri molto lontano dalla nostra idea di medicina, qui la gente guarisce davvero. Scelgo quindi di lasciare lo scetticismo e il giudizio fuori dalla porta della sua casa.


Nel pomeriggio visitiamo una rondavel dove delle simpatiche vecchiette praparano la bevanda tipica di questo popolo, la birra di mais. Ce ne viene offerta una po' in assaggio. Mh. Persino io che non sono schizzinosa ho avuto qualche prima difficoltà, considerando i barili di detersivo in cui la birra viene conservata, ovviamente a temperatura ambiente (40 gradi) e la fiorita colonia di mosche che animavano l'ambiente. Ma io devo sempre assaggiare tutto, quindi avanti! La consistenza è densa e quasi gelatinosa, il colore è scuro, il sapore è di forte lievito schiumoso, ma al palato si rivela piuttosto dolce e gustosa. Non male.


La totale immersione che abbiamo avuto l'onore di vivere nella loro cultura ancora incontaminata e lontana da ogni sorta di turismo, l'ingenuità e il candore di quei vivacissimi bimbi, l'ospitalità e l'entusiasmo della gente Basotho, la simbiosi e il rispetto di questo popolo verso le sue montagne, parliamo di uno Stato la cui altitudine media è di 3000 mt slm, mi hanno lasciato addosso un'energia positiva e potente. Che stupidi siamo, noi sfruttatori materialisti occidentali. Lasciamo sfuggire ai nostri occhi la bellezza e l'essenzialità, e di conseguenza la purezza della felicità, e manco ce ne rendiamo conto.

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