Imbocco la mia strada verso il confine dentro un autobus sgangherato, costeggiando il lago in tutta la sua lunghezza fino al confine con la sua parte Boliviana. Fuori impazza un temporale scenografico e tutti sull'autobus siamo viaggiatori, con la stessa meta e mille diverse avventure peruviane alle spalle. Dopo un breve stop alla casa di cambio arriviamo al confine, dove dobbiamo scendere dall'autobus e attraversare la frontiera a piedi. Sono 350mt di terra di nessuno, in cui passo dopo passo realizzo che sono nel pieno del mio viaggio, che un mese è volato e che il tempo che mi rimane non sarà mai abbastanza per tutto ciò che c'è da vedere, ma che già sono piena di esperienze e ricordi e non vedo l'ora di crearne di nuovi, riempire il mio bagaglio, farlo traboccare di momenti e lezioni e incontri. In 350 mt si ha davvero il tempo di pensare molto... :)
Uno sguardo nostalgico indietro alla terra che mi ha accolta fra il fascino della sua storia e l'amore delle sue genti, sussurro Arrivederci Perù, seguo camminando a testa alta sotto la pioggia e varco il confine, un nuovo timbro sul passaporto ed eccomi qui...Bolivia!
Trascorro una notte di passaggio nella piccola cittadina di Copacabana, sulle sponde del lago, in compagnia di una simpatica coppia di inglesi. La mattina dopo mi imbarco su un battello che in un paio di agitate ore mi porterà alla sorprendente Isla del Sol. Sul battello conosco quattro pazzi francesi che più tardi si riveleranno un'ottima compagnia. Appena sbarchiamo sull'isola le nuvole lasciano spazio ad un caldo sole, e in effetti l'isola non tradisce il suo nome.
Adesso, da qui in poi la giornata è fatta di continuo stupore, paesaggi di incredibile bellezza, calore sulla pelle e dentro lo spirito, sudore, fiatone, soddisfazione, vento ristoratore, colori limpidi e pieni di ogni loro sfumatura, risate, birre e ottimo cibo.
Attracchiamo al piccolo porto nord, e dietro una spiaggetta accedo al sentiero che attraversando piccole silenziose comunità, rovine delle prime civiltà Inka, rocce, brulle distese, scogliere a picco e viste che lasciano senza parole mi porta prima in alto, e poi seguendo in un continuo sali scendi la linea delle sue montagne mi consegna alla meta, la comunità di Yumani nel Sud dell'isola.
Dopo la lunga e calda camminata decido di concedermi una notte qui, nel silenzio protetto dalle acque di un lago mistico, senza luci artificiali ad offuscare milioni di stelle, lontana da ogni segnale telefonico, in un isola remota nel lago più alto (e più bello) del mondo, dove non esistono auto e dove l'unico ritmo che si ascolta è scandito dall'alternarsi di alba e tramonto. Mi ci voleva.
Manco a farlo a posta nel mio stesso hostal la sera ritrovo i 4 francesi, che il trekking se lo sono preso con calma ma alla fine sono arrivati, e uniamo i tavoli per una birra di fronte a un tramonto che ci scivola caldo dentro le vene. Che bel benvenuto mi riservi, Bolivia.
Terminiamo la serata in un ristorante sperdutissimo dove al tavolo si aggiunge Nathalie, una dolce biondissima inglese, che sarà la mia compagna di viaggio per i prossimi due giorni. Saluto i ragazzi e il giorno dopo mi dedico a qualche passeggiata in solitaria prima di incontrare Nathalie per il pranzo, con la migliore trucha che abbia mangiato nei miei giorni sul lago.
Nel pomeriggio rientriamo a Copacabana, non senza un po' di malinconia. Lascio l'isola con quella nostalgia di chi sente un'appartenenza innata, buone vibrazioni mi hanno invasa dal primo momento, da quando ho appoggiato i piedi sul primo molo, e non mi hanno abbandonata finchè di nuovo non sono salita sul battello per andarmene. Questa è la magia del viaggio, in cui a volte capita di sentire da subito casa un luogo del tutto nuovo, dove non si è mai stati, eppure inspiegabilmente familiare.
Sotto una pioggia torrenziale a Copacabana ceniamo con una lasagna vegetariana che proprio lasagna non è, ma che comunque è un ottimo intruglio di verdure, formaggio e pasta che chiude in bellezza una giornata gastronomicamente impeccabile. Ed è così, che nel continuo fluire di giorni ed emozioni, la mattina dopo saluto velocemente Nathalie e corro a prendere al volo un bus locale direzione La Paz. Ed è qui che reincontro Sara, una finlandese conosciuta ad Arequipa, e conosco Fumiko, Giappone. Con loro mi aspettano due intensi giorni nella caotica La Paz.
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.