Bilbao

La prima giornata ha portato nel pomeriggio uno strano stato d'ansia. Tutto il nervosismo della preparazione degli ultimi giorni sta lasciando il posto ad un intenso presente, e in questo passaggio lascia strascichi di ansia, fastidi, obblighi inesistenti. Potrei ma non voglio autorizzarmi ad essere stanca, ancora devo metabolizzare. Sono disorientata e soprattutto non sono ancora a mio agio con la solitudine. Riempire i silenzi, colmare le incertezze, trovare da sola le mie conferme, tacere i miei disagi. La mente è già stracolma di nuovo, immagini, ricordi, piena di una città che già di suo è pienissima, in ogni angolo e su più livelli. Solo Morfeo potrebbe sistemare questo arruffato disordine, mi dico.
E invece no. Scopro di dividere la stanza con due simpatici argentini, mi impongo un po' controvoglia di scendere nella zona comune, per la cena, perlomeno. E lì incontro Dario, Angel e i loro compagni di viaggio. Alcuni di loro proseguono per Santiago, altri fermano a Bilbao. Presto fatto. Dario e Angel saranno i miei compagni per la serata di ieri e per la mia visita della città di oggi. Atmosfera di cammino. Ossigeno.

Stamattina partiamo alla volta della spiaggia di Bilbao, Plentzia. Il sole ci accompagna per tutto il tragitto per abbandonarci proprio quando mettiamo i piedi sulla sabbia. Vento, fa subito freddo. Ma alzo gli occhi...Oceano. Eccolo lì. Immenso, grigio, arrabbiato.



In un attimo i miei piedi corrono ad immergersi. Gelido immenso oceano arrabbiato. Meraviglia. Incanto. Emozione. Decliniamo l'idea del bagno, ma ci fermiamo in silenziosa contemplazione per un paio d'ore. La marea cresce, il vento pure. Ci raggiunge Paco, un'altro amico spagnolo che ci scarrozza in giro con la sua furgoneta. Il cielo minaccia pioggia e noi rientriamo a Bilbao.
Il palazzo del Guggenheim è spettacolare, quasi più della collezione che contiene.





Io comunque non posso non emozionarmi davanti a quei Mirò, Modigliani, Kandinsky, Picasso. Su tutti Chagall. I miei due compagni condividono a metà quest'emozione, ma si rivelano comunque due pazienti accompagnatori.
La serata termina a pinchos, cerveza, pioggia e copas. Due gin tonic di troppo che contribuiranno alla fatica della prima tappa. Ma ne vale la pena, visto l'alta qualità del gin e soprattutto della compagnia.
A nanna poco più tardi di Cenerentola, la sveglia domani è presto. L'ansia per la vera partenza non mi impedisce di addormentarmi come una bimba.

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