Oviedo


Girare senza il mio zaino fa strano. È diventato un po' la mia coperta di linus. Con lui vicino posso permettermi cose che ai comuni umani educati non sono concesse. Togliermi le scarpe ed emettere conseguenti versi di godimento ovunque, sgranocchiare a qualsiasi ora del giorno, sedermi per terra se sono stanca, girare sporca di fango per negozi, essere completamente spettinata e stropicciata senza dare nell'occhio. Pellegrino significa rispetto, ma poco pudore. Significa dignità, ma estremo spirito di adattamento. Significa avere personalità ed indipendenza, ma anche profonda predispisizione ad uno scambio interculturale e interpersonale di dimensioni epiche.






Quindi oggi con la mia traccolina leggerissima mi sono girata tutta Oviedo. Sono uscita presto, e mentre la città alle 10 ancora dormiva ho approfittato del profumo di pane e croissant in vicoli vuoti e silenziosi. Oviedo è una cittadina pulita ed ordinata, con tanto verde, adornata da moderne sculture in mezzo a vie e palazzi pieni di storia e cultura. La sua cattedrale è incantevole, gotica agli eccessi, con un chiostro che emoziona. Passeggio e pranzo sola al parco, poi cambio albergue per la notte e qui ritrovo Guglielmo, un belga e Francesco...finalmente un italiano! Jack risulta disperso, ma dovrebbe raggiungerci a momenti. A sorpresa Ahn, che credevo di aver salutato per sempre e invece ha deviato anche lui per Oviedo. Condivido la stanza con loro per la notte, e domani si riparte tutti insieme. Sempre l'unica femminuccia...ajajajaja!


L'età media si abbassa, probabilmente in relazione alla difficoltà del percorso, e i pellegrini aumentano. Oviedo è punto di partenza di molti, e con loro inizia il mio nuovo capitolo.

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