No. Quello che sto vivendo non si può
descrivere. Posso mettere tutte lo foto che voglio ma la rara pura bellezza di quello che mi sta attraversando, dentro gli occhi, le orecchie, i muscoli, la testa, il CUORE...no io non sono capace di descriverlo. È calore, denso, immenso.
La prima parte della tappa di oggi parte dal centro di Santoña e incontra una statua armata a cui qualcuno ha disegnato un cuore. La tenerezza di quel gesto mi illumina il viso
e la giornata.
Appena fuori dalla città il percorso si snoda tra due lunghissime spiagge, divise da un monte che indovina un po'? Scalo ripidissimo fino in cima. L'alba mi raggiunge appena arrivata sulla prima spiaggia, e con lei un pezzetto di arcobaleno che prendo come un regalo prezioso di madre natura.
Dalla cima del monte la vista sull'oceano e sulle scogliere è spettacolare. Continuo a dire grazie, grazie, grazie...e sono solo i primi 8km.
Scendo altrettanto ripida sulla seconda spiaggia, la marea è bassissima e questo mi permette di continuare tranquilla sulla sabbia fino al prossimo borgo.
Da qui lascio il mare alle spalle e mi addentro nei morbidi colli, nelle campagne e nei piccoli borghi cantabrici. Il percorso oscilla dolcemente e quasi mai è in piano, i miei muscoli si lasciano cullare in questo sali scendi mentre gli occhi fanno il pieno di immagini da ricordare.
Questo dolce ondeggiare mi accompagna fino all'auberge, il più famoso di tutto il cammino. E c'è un perché. Don Ernesto gestisce questo posto, che piu che un posto è IL posto, che più che aubergue è un eremo, più che un eremo è una casa, più che una casa è un paradiso.
Posto sulla cima di un colle, ti accoglie con qualcuno che ti corre incontro portandoti dell'acqua, e ti apre le porte di un silenzioso susseguirsi di stanze comuni e calde, di legno e racconti, condivisioni, disegni, arte, religioni.
Sullo stesso piccolo altare diversi libri sacri, incensi, Bibbie, salmi, un Buddha. L'amore che Ernesto mette in quello che fa per offrire genuinità a chi passa di qui è commovente. E infatti mi commuovo. Sono felice di aver conservato il mio primo pianto per un momento di gioia. Questo è il posto perfetto, un luogo di pace, immerso nell'indomabile natura che tutto intorno lo avvolge e lo abbraccia, dove la condivisione e l'intimità convivono in totale equilibrio.
Io signori credo di non avere parole per descrivere. Sono così fortunata e grata di avere la possibilità di vivere quello che sto vivendo che non cambierei la fatica con niente al mondo. Non desidero essere in nessun altro posto che questo. Non desidero altro. E se questa non è pura felicità, non so come altro potrebbe chiamarsi.
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