Ok, dopo oggi sono pronta a tutto. Parto all'alba con il canadese e lo spagnolo, dopo una salita ancora al buio ci si apre davanti un sentiero che segue la scogliera per chilometri. L'alba è rosso fuoco e noi osserviamo impotenti la meraviglia di un mare tanto blu che si tinge per qualche istante di rossi e viola. Sorge spontaneo un grazie sussurrato, con gli occhi e il naso all'insù. Occhio lucido. Se questa è la mia alba, non oso immaginare il mio tramonto, mi dico.





La strada prosegue su di un monte, e sale, sale, sale, nel bosco, e sale, sempre più ripida, per km. Di prima mattina inaspettatamente scalo una montagna, arrivo in cima dopo 10 km e non uno straccio di bar dove prendere uno straccio di caffè. Ancora non so che la prima civiltà e la mia colazione arriveranno al 20esimo km. Evito una fredda cronaca dei saliscendi, della scarsa segnaletica, della pessima accoglienza, dei santi che ho tirato giù. Nel frattempo perdo pure i miei due compagni, che hanno imboccato, scopro qualche ora dopo, una variante piana, piu corta e più panoramica. Ottimo. Al primo bar mangio un panino gigante con il crudo, poi di nuovo mi perdo. La segnaletica è penosa, ma un pilastrino mi sorride e io non mi perdo d'animo.
Continuo a scalare montagne, e arrivo finalmente al mare. Sono infastidita dalla fatica, ma per concedermi un attimo di respiro visito le rovine di una chiesa su di un promontorio, i segni del mare sono ovunque.
Sono estasiata, ma stanchissima. Tiro
avanti. La schiena soffre, non capisco cosa sia, ma deve esserci qualche problema con lo zaino, devo aggiustarlo meglio e non so cos'altro aggiustare perché ho già aggiustato tutto l'aggiustabile. Decido comunque di non fermarmi e proseguire 7 km fino all'aubergue successivo. Altre salite ma compensate da panorami splendidi, si mette a piovere.
Sono i 33 km più lunghi della mia vita. Fisicamente oggi ho esagerato, sono stravolta. L'aubergue è fatiscente, piove, l'umido entra nelle ossa e i vestiti lavati non asciugano. Non mi faccio prendere dallo sconforto, ma sono arrabbiata e infastidita. Diosantissimo. Mi dispiace che una tappa paesaggisticamente così bella e ricca sia rovinata da un umore pessimo. Passo e chiudo.
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