Ernesto mi regala cioccolata in cambio della mia allegria, dice. Robe che son sempre a commuovermi...pappamolle, in marcia! Stamattina le gambe viaggiavano fin troppo bene, e una volta raggiunte le scogliere hanno preso la loro strada senza più pesare sui miei pensieri. Quelli erano assorti su panorami incredibilmente belli e non c'era spazio per altro. Molti dei km di oggi erano su sentieri a picco sul mare, a pochi metri dagli strapiombi, su falesie e rocce e coste altissime, guardavano baie e spiaggie laggiù, 40 mt più in basso. Guardavano onde infrangersi su scogli frastagliati e schizzi alzarsi per decine di metri, correnti scorrere verso rive e maree scontrarsi con i porti a secco. Guardavano centinaia di gabbiani alzarsi in volo e poi riposarsi sulle spiagge incontaminate. Guardavano me che continuavo a fare foto e brontolarmi contro perché non rendevano l'idea. Perché in effetti, non la rendono.
Ogni giorno ho un momento di sconforto, che arriva puntualmente dopo il 23-25esimo km. Quando i piedi sono gonfi e bollenti e lo zaino pesa il doppio e ancora mancano km, e ogni salita è un "ma perchèèè?!" e ogni curva che nasconde un piano è un "grazie Signore grazie". Quasi sempre mi dò della pazza gitana ma mai comunque penso di fermarmi o mollare. Enrique dice "Usted tiene la fuerza dentro de su cabeza, así que ella es más fuerte que nosotros" Arrossisco.
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