La scelta che mi si prospetta davanti è dura, ma con le consapevolezze guadagnate credo di non poter dubitare di me stessa. Domani mi troverò davanti ad un bivio, a destra continua il cammino del norte, a sinistra inizia il cammino primitivo, che entra nel cuore delle asturie e attraversa Oviedo. Questo è il cammino storico, il primo mai percorso. Abbandona il mare, ma si addentra su colline meravigliose, panoramiche viste e borghi densi di storia. Dicono più faticoso per i saliscendi continui e ripidi, ma più intenso per i panorami guadaganti. E solo pensare a quante vite e quante storie possono essere passate su quei lastricati e su quei sentieri dall'inizio dei tempi mi fa apparire chiara e limpida la mia decisione.
È stato bello lasciarmi coinvolgere intensamente dall'oceano, respirarlo a fondo e averlo addosso, riempirmene gli occhi e tutti i sensi, dei suoi colori, degli scrosci, del suo schiumare, delle sue onde schiantarsi sulle falesie e scivolare lente sulle spiagge, osservare impotente la sua enormità, la sua forza, la sua tranquillità e la sua rabbia. Camminare a pochi metri, a volte centimetri, dalle sue coste altissime e frastagliate, toccare i suoi scogli, emozionarmi per un alba, e poi per un tramonto, e osservarlo mentre umilmente si colora di rossi e rosa per lasciare al sole il suo attimo di gloria. L'ho visto grigio, e blu, e azzurro azzurro da sembrare finto, e l'ho visto cristallino e trasparente, e vi ho trovato cura per i miei piedi stanchi e pace per il mio spirito agitato. Tutto questo è stato estremamente potente. Il senso di gratitudine che sento verso Madrenatura è indescrivibile, di tanta pura bellezza sto costruendo un ricordo che ancora non è completo ma che già so sarà indimenticabile. Oggi saluto l'Oceano alla volta del cuore della storia di questo cammino, lo rivedrò solo una volta arrivata a Finisterre. E stavolta li brucio davvero i calzini eh.



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