Ribaldesella - Sebrayo







Dopo una tappa splendida con viste sul mare belle da togliere il fiato, che non ci si abitua mai alla bellezza, e interminabili umidi boschetti fangosi questa è la sera dei bilanci.

Con oggi lascio gran parte degli amici conosciuti durante il mio cammino fino a qui. Chi di noi si ferma a gijon, che accorcia la tappa, chi prosegue per il cammino del nord. Domani è il giorno del bivio, e gli abbracci hanno portato commozione e comunque grande gioia, nella consapevolezza che quello che abbiamo condiviso fino a qui è molto più di una passeggiata. Nonostante questo sia un percorso molto personale le persone che incontri sul tuo cammino e che condividono con te solo una pausa ad un bar, qualche mezzora di cammino o intere giornate a tirarsi a vicenda diventano parte indelebile dei ricordi e inscindibile pezzetto delle tue conquiste. In alcuni momenti se non avessi avuto loro con me, o ad aspettarmi, o se non fossi stata io la prima della fila e non mi fossi sentita responsabile del tracciato, probabilmente avrei piantato le mie bacchette a terra e a braccia conserte mi sarei fermata. È anche grazie a loro, che sono arrivata fino a qui. Grazie di cuore soprattutto a Wito e Iza, per avermi un po' adottata e sempre sostenuta.

La scelta che mi si prospetta davanti è dura, ma con le consapevolezze guadagnate credo di non poter dubitare di me stessa. Domani mi troverò davanti ad un bivio, a destra continua il cammino del norte, a sinistra inizia il cammino primitivo, che entra nel cuore delle asturie e attraversa Oviedo. Questo è il cammino storico, il primo mai percorso. Abbandona il mare, ma si addentra su colline meravigliose, panoramiche viste e borghi densi di storia. Dicono più faticoso per i saliscendi continui e ripidi, ma più intenso per i panorami guadaganti. E solo pensare a quante vite e quante storie possono essere passate su quei lastricati e su quei sentieri dall'inizio dei tempi mi fa apparire chiara e limpida la mia decisione.

È stato bello lasciarmi coinvolgere intensamente dall'oceano, respirarlo a fondo e averlo addosso, riempirmene gli occhi e tutti i sensi, dei suoi colori, degli scrosci, del suo schiumare, delle sue onde schiantarsi sulle falesie e scivolare lente sulle spiagge, osservare impotente la sua enormità, la sua forza, la sua tranquillità e la sua rabbia. Camminare a pochi metri, a volte centimetri, dalle sue coste altissime e frastagliate, toccare i suoi scogli, emozionarmi per un alba, e poi per un tramonto, e osservarlo mentre umilmente si colora di rossi e rosa per lasciare al sole il suo attimo di gloria. L'ho visto grigio, e blu, e azzurro azzurro da sembrare finto, e l'ho visto cristallino e trasparente, e vi ho trovato cura per i miei piedi stanchi e pace per il mio spirito agitato. Tutto questo è stato estremamente potente. Il senso di gratitudine che sento verso Madrenatura è indescrivibile, di tanta pura bellezza sto costruendo un ricordo che ancora non è completo ma che già so sarà indimenticabile. Oggi saluto l'Oceano alla volta del cuore della storia di questo cammino, lo rivedrò solo una volta arrivata a Finisterre. E stavolta li brucio davvero i calzini eh.

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