Islares - Santoña

Il down di ieri è stato spazzato via dalle splendide conquiste di oggi. Ieri non mi aspettavo una fatica simile, nè sono ancora del tutto a mio agio con l'essere realmente sola, spesso in mezzo al nulla, sempre comunque in un paese che non conosco, e la pioggia ha fatto il resto.
Con il sole previsto e l'enorme brioches al cioccolato che stamattina mi sono mangiata per colazione è già tutto dimenticato. Partiamo alla volta di Santoña che l'alba è ancora lontana. Ieri si sono aggiunti a noi una coppia di polacchi, Isabel e Vito. Il gruppo cresce e così anche le chiacchiere, in varie lingue mescolate che par d'essere al mercato. Trovo il ritmo giusto, le gambe viaggiano, tirano che è un piacere, fa subito caldo, il sole batte. Desidero riscattarmi dalla giornata di ieri, affrontare le salite con spirito di sfida e non di rassegnazione, lasciare che il respiro accelleri senza paura, prendere il sole in faccia alla faccia della pioggia di ieri. La mattina e i km scorrono veloci, e ovviamente non mi faccio mancare la scalata di un paio di montagne... Tutte le tossine sudano fuori dal mio corpo, e il venticello che scivola fra i boschi di eucalipti me le sciacqua via di dosso.







Profumi di menta e fiori di camomilla pervadono per metà mattina i miei sensi, mentre attraverso pascoli e dolci monti i cui padroni indiscussi sono cavalli e capre, spesso liberi e selvaggi.

Osservano attenti, ma non si scomodano per me. Si limitano a guardarmi e ad accondiscendere silenziosi al mio passaggio.


Pranzetto al sacco e raggiungo subito il mare, mi si apre davanti un'ampissima spiaggia. Sono con i due polacchi e ci basta uno sguardo per capirci. Via gli scarponi, li leghiamo allo zaino e procediamo scalzi lungo i 4 km di battigia. Corro come una bimba a bagnarmi i piedi, e la potenza di un'onda mi coglie impreparata, schizzi d'acqua ovunque e scoppio in una risata liberatoria felice come una che il mare non l'ha mai visto prima.



  
L'acqua fresca e la sabbia inebriano i miei piedi stanchi e regalano loro nuova vita. È una piccola indescrivibile gioia. Felici i miei piedi così come il mio buon umore ritrovato e la voglia di riscatto soddisfatta a pieno. Arrivata alla meta mi fermo con i due polacchi in un aubergue privato per la notte, ma la compagnia al completo si riunisce per la cena, risate, primi aneddoti all together. L'aubergue è in un vecchio appartamento, modesto ma ben curato, ospitale, caldo, sarà un bel ricordo. Faccio un super bucato per salvare tutti i vestiti ancora fradici da ieri.

Sono fiera di me per aver ritrovato la forza, la voglia e l'entusiasmo, ma anche e soprattutto per aver permesso a me stessa di stare male, di brontolare e di riconoscermi stanca ed arrabbiata. Tenere alcuni sentimenti negativi dentro li gonfia a dismisura quando invece non sono altro che momenti, e come tali passeranno. Questa consapevolezza è per me una grande conquista. Non vedo l'ora sia domani. Ultreya, sempre più in alto. :)


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